Ritratto di gentiluomo

Simone Peterzano

primo quarto del Seicento
olio su tela

Il dipinto entrò nelle raccolte della Ca’ Granda con l’eredità del medico Francesco Ciceri che aveva rilevato la collezione dell’inglese Richard Pryor. Francesco Ciceri fu un “dottor fisico” di fama internazionale, affiliato alla Società Medica di Londra. Nel capoluogo inglese aveva fatto conoscenza con Pryor, per il quale, una volta tornato in Italia, aveva acquistato numerosi dipinti della raccolta Lechi. L’improvvisa morte del Pryor fece sì che i quadri rimanessero presso il medico milanese. Nel suo testamento del 1834 il Ciceri nominò proprio erede universale l’Ospedale, a cui pervenne la raccolta. Il dipinto fu attribuito dal Longhi a Simone Peterzano e, basandosi su questa attribuzione, di recente si è voluto vedere la mano del giovane allievo di costui: Michelangelo Merisi “il Caravaggio”. Nell’inventario della collezione Ciceri l’opera era invece ascritta a Giovan Battista Moroni e per un’attribuzione in area bergamasca del doppio ritratto propendono anche molti studiosi.

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