Tappeto di Caccia
Ghyas el Din Jami
Tabriz (Persia Nord Occidentale), 1522-1523
Tappeto annodato, lana (nodo); seta (ordito); cotone (trama, nodo)
Questo splendido tappeto ha il tradizionale impianto a medaglione centrale con quattro motivi angolari posti su un campo a fondo blu scuro. Il medaglione ha sedici punte con pendenti ed è a fondo rosso, con una complessa decorazione a uccelli e “fasce di nubi” (un motivo curvilineo di origine cinese) collegati da una fitta grata fiorita. Al centro del medaglione si trova un’iscrizione: “Per le fatiche di Ghyas el Din Jami quest’opera rinomata fu condotta a sì splendido compimento nell’anno 947” (l’anno 947 dell’Egira corrisponde al 1522-1523).
Nel campo blu sono raffigurate varie scene di caccia, uomini a cavallo con l’arco, animali selvatici e fantastici, uccelli. Si tratta della rappresentazione simbolica del giardino dell’Eden: gli animali in lotta rappresentano l’eterno combattimento tra vizio e virtù, i cacciatori alludono invece alla ricerca di un’elevazione spirituale. Il tappeto è costituito da vari frammenti ricomposti e le parti mancanti sono state tessute alla fine dell’Ottocento. Un frammento della bordura (48 x 135 cm) è stato donato dal collezionista Alessandro Bruschettini, e, dopo il restauro, è stato cucito nella posizione originaria.
Presente in
Museo Poldi Pezzoli
Via Alessandro Manzoni 1220121 Milano