Velo per il capo con decorazione di serpenti bicefali

Cultura Paracas

II sec a.C. - III sec d.C.

Con il nome di Paracas (700 a.C.-200 d.C. circa) si identifica un gruppo che visse nella penisola eponima sulla costa meridionale del Perù. Furono esperti agricoltori nonostante il difficile clima desertico che risultò, allo stesso tempo, fondamentale per la conservazione dei numerosissimi tessuti ritrovati nei siti funerari di questo gruppo. La tessitura è infatti considerata una delle espressioni artistiche di maggiore spicco della cultura Paracas. La quasi totalità delle stoffe conservate fino ai giorni nostri arriva da contesti di necropoli in quanto esisteva una forte connessione simbolica tra l’arte tessile e il mondo spirituale. Nei corredi tessili leggiamo inoltre la stratificazione sociale di questa società. Le pratiche paracas connesse al mondo dei morti comportavano una serie di complessi trattamenti del corpo: legato con delle funi in una posizione accovacciata, il defunto veniva frequentemente collocato all’interno di una cesta intrecciata, per poi essere avvolto in una serie di strati di tessuti di vario tipo che arrivavano a misurare anche più di 10 metri di lunghezza. Se direttamente a contatto con il corpo, le stoffe impiegate potevano essere in semplice cotone acromo, gli strati più esterni erano spesso caratterizzati da complessi motivi ornamentali policromi. Questi cosiddetti fardos funerari, letteralmente fagotti, presentano un numero variabile di strati disposti in una sequenza ben precisa che culminava con la creazione di una falsa testa cilindrica e con il vestimento del bulbo conico stesso come fosse una persona simbolica. È quindi verosimile che questo velo per il capo appartenesse al corredo di abiti dello strato finale del fardos, forse di una donna di rango. Di recente restauro, il pezzo presenta il motivo iconografico dei serpenti bicefali, frequente nel sistema iconografico paracas, ed è caratterizzato da un colore rosso particolarmente vivace dovuto all’utilizzo di tinture organiche. L’antichità dell’oggetto assieme alla sua straordinaria conservazione ne fanno un oggetto unico nel panorama internazionale.

Presente in

MUDEC - Museo delle Culture

Via Tortona 56
20144 Milano