Apollo e Dafne

Alik Cavaliere

Centro Artistico Alik Cavaliere
1971
bronzo, poliuretano espanso, acciaio lucido, specchio

Alik Cavaliere ha una vera passione per il mito, frutto di una ben fondata cultura classica; miti intesi come verità autentiche, in forma fantastica o poetica, dotati di una coerenza sentimentale che permette loro di raccontare l’uomo, le sue paure e le sue speranze senza confini di tempo o di spazio, in un modo tale che da renderli al contempo eterni nel senso di attuali in ogni momento. Del resto, come scrive Elena Pontiggia in “Alik Cavaliere. Catalogo delle sculture”: “… muovendosi nel territorio del mito e del sogno, si può eludere la morte stessa” . In particolare, l’Artista ritorna spesso sul mito di Apollo e Dafne. Qui la natura, in questo caso salvifica, accoglie e trasforma, facendone parte di sé, Dafne che fugge dall’ingiuria di Apollo: un tema ricorrente, più volte ripreso e risolto da Alik Cavaliere con straordinaria maestria. Lo scultore rende, attraverso la durezza dei metalli, la leggiadria della donna in fuga dalla violenza e il suo fiducioso abbandono in Artemide, racconta il prezzo della libertà, la rinuncia alla vita attraverso la vita stessa. Come scrive l’Artista in uno dei suoi Taccuini, in Dafne “è la natura che riprende il proprio dominio sull’uomo, sul quale si vendica assimilando in sé la donna e privandolo di un amore che non ha saputo conquistarsi. Una natura solo in parte paradiso terrestre, in parte ostile. Una natura che genera oltre sé stessa fantasmi e immagini, in parte impenetrabile, in parte indecifrabile”.

Presente in

Centro Artistico Alik Cavaliere

Via Edmondo De Amicis 17
20123 Milano