Banca Mediolanum ospita Archivio Eredi Nanda Vigo


NANDA VIGO. Progetti di luce / Light Projects

“La luce va seguita senza opporre resistenza. Non potrà che illuminarci.”

Impossibile controllare la luce, diceva Nanda Vigo. Eppure, per tutta la sua poliedrica carriera, spaziando tra arte, design e architettura, Vigo non ha fatto altro che esplorare proprio il tema della luce, utilizzandola come materia per creare, nelle parole di Ettore Sottsass, “cose irreali, così trasparenti, inesistenti e smaterializzate che siano fuori del tempo e fuori dello spazio e appartengano a quel tempo immenso e a quello spazio più immenso che partono chissà dove e finiscono chissà dove”.

Partecipe delle avanguardie del secondo dopoguerra, compagna di strada di artisti come Vincenzo Agnetti, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Pietro Manzoni e Giulio Turcato, che resero Milano protagonista del panorama artistico europeo di quell’epoca, fin dal principio Vigo ha sviluppato un percorso progettuale originale e personalissimo, incentrato sulla pura sorgente luminosa, che definiva “struttura portante della filosofia del progetto”, mettendola in rapporto con lo spazio e la percezione umana. L’artista ha saputo declinarla spaziando dalla progettazione di lampade a installazioni architettoniche, da ambienti immersivi, che coinvolgevano tutti i sensi del visitatore, a oggetti di design, che accompagnavano il quotidiano.

La piccola retrospettiva allestita in vetrina, presenta alcune declinazioni di questa ricerca, a testimonianza  delll’unicità e della varietà insieme.

Opere d’arte, pezzi unici, della collezione personale dell’artista, sono esposti accanto a lampade di design, realizzate in serie e ancora oggi disponibili sul mercato, insieme a bozzetti cartacei e piccoli prototipi di lampade, che testimoniano il percorso creativo di questa poliedrica personalità.


‘The light must be followed without resistance. It can only illuminate us.’

It's impossible to control light, said Nanda Vigo. And yet, throughout her multifaceted career, ranging between art, design and architecture, Vigo has done nothing but explore the very theme of light, using it as a material to create, in the words of Ettore Sottsass, ‘unreal things, so transparent, non-existent and dematerialised that they are outside time and outside space and belong to that immense time and that even more immense space that starts who knows where and ends who knows where'.

A participant in the post-World War II avant-garde, a fellow traveller of artists such as Vincenzo Agnetti, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Pietro Manzoni and Giulio Turcato, who made Milan a protagonist of the European art scene of the time, from the very beginning Vigo developed an original and highly personal design path, centred on the pure light source, which she defined as the ‘backbone of the design philosophy’, relating it to space and human perception. The artist was able to decline it, ranging from the design of lamps to architectural installations, from immersive environments, which engaged all the visitor's senses, to design objects, which accompanied everyday life.

The small retrospective in the shop window presents some declinations of this research, testifying to its uniqueness and variety at the same time.

Works of art, one-of-a-kind pieces from the artist's personal collection, are exhibited alongside designer lamps, mass-produced and still available on the market today, together with paper sketches and small lamp prototypes, which bear witness to the creative journey of this multifaceted personality.

Presente in

Banca Mediolanum

Via Santa Margherita 1
20121 Milano