Commode
Castello Sforzesco - Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee
1777
Legno di noce e abete intarsiato in bois de violette, pero ebanizzato, acero, acero tinto verde, bosso, frassino, con applicazioni in bronzo cesellato e ripiano in marmo
Le Raccolte d'Arte Applicata del Castello Sforzesco possiedono un'importante collezione di mobili realizzati dalla bottega di Giuseppe Maggiolini, ebanista di Parabiago, che tra la seconda metà del XVIII secolo e l'inizio del XIX secolo divenne il "celebre intarsiatore delle Loro Altezze Reali".
La bottega di Maggiolini si distingue per l'accurata tecnica costruttiva, l'abilità nel realizzare commodes, secretaires, tavolini con elementi a scomparsa, ma anche nella capacità di realizzare tarsie raffinatissime, di tingere e ammorbidire i legni, utilizzando oltre ottanta essenze, che gli permettevano di imitare quasi tutte le sfumature cromatiche e di copiare nel legno i disegni dei maggiori artisti dell'epoca.
Grazie alla sua maestria, Giuseppe Maggiolini fu capace di trasformare una bottega di falegnameria in una grande impresa culturale, collaborando con pittori, disegnatori e decoratori coinvolti nei cantieri architettonici di Giuseppe Piermarini per la nuova corte, a Milano e a Monza: Giocondo Albertolli, Andrea Appiani, Agostino Gerli, Giuseppe Levati, Giuliano Traballesi.
Fra i mobili esposti nel Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee, la Commode inv. 344 presenta ampie tarsie figurate su disegno di Andrea Appiani: sul pannello frontale una composizione con putti e la ninfa Pasitea e su quelli laterali le allegorie del Consiglio e della Liberalità.
In occasione di MuseoCity, sono esposti accanto alla Commode gli acquarelli originali di Appiani, provenienti dal Fondo Maggiolini conservato presso il Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco.
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