Gallo
Cartier Max
1981
vetro
Come nel 2024, la casa-museo Mangini Bonomi partecipa a Museo Segreto con un’opera dell’importante collezione d’arte contemporanea di Giuseppe Mangini, colto e raffinato figlio di Emilio, conservata all’ultimo piano della casa, da sempre chiuso al pubblico.
Dopo Rilievo di Arnaldo Pomodoro, quest’anno il Museo espone lo sgargiante Gallo di Max Cartier (1981), dedicato dall’artista ad Emilio Mangini “avec toute mon amitié” , con la foto sottofirmata conservata in archivio.
Attore e poi artista visivo, Max Cartier, che ha sempre negato di appartenere a una scuola, di fatto è vicino al movimento dell’Ècole de Nice, come anche si può dire di Niki de Saint Phalle, oggetto della recente mostra al MUDEC, il che rende tanto più interessante la proposta del nostro Museo.
Grazie al suo fisico e al suo talento, Cartier partecipò a film diventati famosi, tra cui Rocco e i suoi fratelli di Visconti, L’assassino con Mastroianni, Il re della mafia con Borgnine, Salvatore Giuliano di Rosi e Le grands moments di Lelouch.
Deluso dal cinema, negli Anni ‘60 approdò alla scultura. Nel 1965 realizzava Cocottes in tessuto, nel 1975 Calchi, nel 1990 Uomini abbracciati e nel 1992 i primi Uomini di ferro e pietra, potenti guerrieri, uno dei quali è dal 1997 installato davanti al MAMAC di Nizza.
Max Cartier progetta le sue sculture a partire da materiali grezzi che rimodella, assembla e ordina in una nuova forma: un prezioso esempio ne è il nostro Gallo dalle luccicanti piume di cocci di vetro.
Presente in