Gerusalemme Celeste
Nicola De Maria
2015
Tecnica mista su parete
Affacciandoci nella cappella interna all’ altar maggiore della chiesa di San Fedele, che sarà aperta al pubblico per l’occasione, scorgiamo uno spazio intimo, segreto, a forma di esagono, con una nicchia per lato. Si tratta del cosiddetto Sancta Sanctorum, che conserva tutt’intorno numerose reliquie di santi e, al centro, una stauroteca contenente un frammento della croce di Cristo. L’artista Nicola De Maria vi interviene (2014), dipingendo il cupolino con una festa di colori: blu, rosso/arancione, giallo e verde. I primi tre sono racchiusi in spicchi che convergono verso il centro, creando un movimento circolare che il triangolo verde sembra interrompere, suggerendo un momento di arresto, da cui scaturisce un nuovo inizio, una nuova genesi. È il tempo ciclico e circolare che viene interrotto dal fiato della creazione, che introduce una direzione, una meta, un destino. È lo stesso fiat di Dio del libro di Genesi, che accompagna fino ai cieli nuovi e terre nuove, al Regno che Dio ha donato all’uomo fin dalle origini del mondo, alla Nuova Gerusalemme. La gioia sprigionata dai colori della città di Dio si fonda sulla santità dei testimoni di Cristo, sul sangue dei martiri, di cui le reliquie custodite nella cappella costituiscono testimonianza tangibile. Il dolore del mondo, incarnato dai martiri morti per la loro fede, è qui trasfigurato in un canto di lode.
All’interno della narrazione del percorso espositivo giungiamo così simbolicamente al termine del cammino nella storia della salvezza, del viaggio della vita dell’umanità e di ciascuno di noi: è il momento dell’incontro e dell’abbraccio nella Gerusalemme Celeste.
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