I monuments men e la protezione antiaerea durante la Seconda guerra mondiale. Un focus su Gino Chierici e Palazzo Reale

1943-1945
Riproduzione di stampe fotografiche

In occasione di Museo City 2025, verranno esposte a Palazzo Reale, tre riproduzioni di stampe fotografiche provenienti dalle raccolte del Civico Archivio Fotografico, che testimoniano lo stato del patrimonio di questa istituzione  durante il triennio 1943-1945, tragico epilogo della Seconda Guerra Mondiale, segnato dai bombardamenti alleati. Scrive Gino Chierici, allora Soprintendente al Medioevo, alle Belle Arti e Architettura di Milano:     “La notte del 15 [agosto 1943] il Palazzo fu nuovamente colpito sull'ala opposta, questa volta forse da ordigni la cui azione si sviluppò in modo lento e subdolo. Infatti la visita ai sottotetti compiuta dalle squadre di primo intervento e dai vigili dopo l'incursione non rilevò l'esistenza di nessun pericolo e fu solo verso le sei che si vide una sottile colonna di fumo innalzarsi dal tetto corrispondente al salone delle Cariatidi, la lenta incubazione fece sorgere in qualcuno il dubbio che il fuoco si fosse propagato attraverso le scintille dell'incendio sviluppatosi nel vicino palazzo mengoniano. Purtroppo in breve tempo tutta la Sala delle Cariatidi era un grande braciere…” (     ).

Non solo un racconto di devastazione, ma l’occasione per riportare alla luce un caso esemplare sulla protezione dei beni culturali in tempo di guerra e sulle nuove teorie del restauro. Il Insieme ad altri eminenti personaggi dell’epoca come Fernanda Wittgens, direttrice della Pinacoteca di Brera,Chierici ha contribuito con professionalità e coscienza civica a preservare il più possibile il patrimonio milanese.
In particolare, Chierici ha messo a punto un sistema di protezione antiaerea dei monumenti, adottato come modello per tutto il territorio italiano (atti parlamentari 8 dicembre 1938). Con il suo operato da Soprintendente e con i suoi scritti – membro della rivista di studi di architettura “Palladio” - Chierici ha aperto nuove strade per il restauro e la conservazione. E allo stesso modo, grazie a Gino Chierici, Palazzo Reale ha potuto proseguire la sua strada in questo nuovo capitolo della storia italiana, incrociando le sorti con il Comitato Nazionale della Resistenza Italiana, tra i cui membri erano annoverati i padri fondatori della nuova Costituente.
Poco dopo, Palazzo Reale entra definitivamente nel demanio del Comune di Milano, da cui viene definita la sua vocazione, la “sua strada”, come sede espositiva di pregio nel centro della città, ruolo che riveste ancora oggi, affiancata a quella di sede di rappresentanza istituzionale e di scrigno di grandi opere d’arte.

Presente in

Palazzo Reale

Piazza Del Duomo 12
20122 Milano