Massi coppellati
Periodo Neolitico
pietra
Al Castello Sforzesco, presso la porta est del Cortile delle Armi, la Porta del Carmine, si trovano alcuni reperti a formare un Museo a cielo aperto, tra cui alcuni massi con coppelle circolari, condotti qui da Carate Briana nei primi anni del 1900. Tali pietre ebbero alterne vicende fino ad essere ricoperte dall’erba e via via dimenticate. Recentemente riportate alla luce, raccontano storie, vite, riti e sentieri millenari che vale la pena svelare.
L’attenta ricerca e osservazione dei massi coppellati sull’arco alpino e prealpino, ha rivelato che la maggior parte di essi si trova su promontori panoramici che dominano il fondovalle e lungo antichi sentieri di transumanza e di valico.
Centinaia di persone, nei millenni, hanno lasciato su quelle pietre un segno del proprio passaggio, una testimonianza della propria esistenza.
Le funzioni ipotizzate per quelle incisioni sono decine, spesso diverse a seconda del contesto cronologico, culturale e geografico: i più pensano a mappe e segnali territoriali, per indicare fonti d'acqua, sentieri e passaggi, altri a mappe stellari, altri ancora a utilizzi rituali, legati a offerte votive, o ancora a funzioni meccaniche, per prelevare polvere della pietra stessa, per raccogliere acqua, per aprire o macinare semi o frutti a guscio, per accendere lumini, che nelle notti più buie, illuminassero il cammino e rincuorassero il viandante.
Presente in
Castello Sforzesco - Museo d'Arte Antica
Castello Sforzesco20121 Milano