Soffitto spaziale
Lucio Fontana
Museo del Novecento
1956
Buchi e tagli su intonaco fresco, applicazioni di intonaco a rilievo e pittura a secco
Il Soffitto spaziale di Lucio Fontana, realizzato nel 1956 per la sala da pranzo dell’Hotel del Golfo a Procchio (Isola d’Elba), rappresenta una delle testimonianze più significative del sodalizio tra l’artista e l’architetto Osvaldo Borsani, protagonista del rinnovamento architettonico del dopoguerra.
Concepito per superare la mera decorazione, il progetto fonde arte, architettura e luce in un’unica esperienza spaziale, trasformando l’ambiente in un organismo plastico e vibrante.
Eseguito in situ, il soffitto combina intonaco fresco, rilievi, pittura a secco e graffiti, animati da segni incisi e fenditure che percorrono la superficie con ritmo fluido e dinamico. L’opera attribuisce al gesto artistico un valore spaziale inedito, proiettandolo oltre la superficie e anticipando le soluzioni dei futuri Tagli.
L’uso di materiali poveri e naturali, come l’intonaco grezzo, accentua la dimensione materica e sperimentale dell’opera, in netto contrasto con la sontuosità barocca della tradizione decorativa.
In questo equilibrio tra segno e struttura, tra artificio e natura, Fontana realizza una vera e propria “verifica” delle sue teorie spazialiste: lo spazio reale, la luce e la materia divengono elementi costitutivi dell’opera, aprendo la strada a una nuova concezione dell’arte come esperienza totale.
Il Soffitto spaziale fu acquisito dal Ministero per i Beni Culturali nel 2002 e successivamente depositato presso il nascente Museo del Novecento. Tra l’ottobre e il dicembre del 2003 l’opera fu distaccata e sottoposta a un complesso intervento di restauro a cura di Barbara Ferriani e Cristina Vazio che terminò solo nel 2007. Dal 2010 l’opera è esposta in modo permanente nella Sala Panoramica del Museo del Novecento dedicata alle installazioni ambientali di Fontana.
Presente in
Museo del Novecento
Piazza Del Duomo 820122 Milano